ALBINA&NERONE

 

ALBINA&NERONE – 2014

 

Albina&NeroneCantava Claudio Villa 50 anni fa: “Mo le regazzette co le polacchette certo nun le vedi più, l’abiti scollati porteno, controluce trasparischeno… senza complimenti, nei caffé le senti de politica parlà, vanno a ogni commizio, chiedeno er divorzio, mentre a casa se sta a diggiunà”. Dire che quella Roma nun esista ppiù è loggico ed esaggerato ar contempo. I romanetti coatti, gnoranti, buzziconi, i Molliconi e Cecetti de noantri, riempiono ancora le strade de la Città Eterna. Le ragazzette vestono diverse, fumeno e ciancicano na cicca, ma so rimaste le stesse Lillette e Ninette de allora. Cosa è cambiato, allora? Birra invece der vino, come canta Mannarino? Ipad finlandesi invece che chitarre romane? Forse. La disperazione, l’incapacità di uscire dal proprio ghetto culturale e sociale, l’ironia ed il sarcasmo so li stessi. Forse. Pe scoprillo bisogna tornare a ricercare, annà ar fonno de sta Città odiata e amata, ma non come fecero Fellini e Sorrentino, venendo da fora, ma escrescendo da dentro. Noi Romani, pe facce dì che semo quer che semo, ci abbastavano Garinei e Giovannini, Aldo Fabrizi e Alberto Sordi. I personaggi della borgata pasoliniana se so mischiati cor Pariolino, er Rione Monti è ppieno de cinesi che parleno romanesco come lingua madre. Insomma, dovemo ripertì da sotto, ma sotto sotto sotto, da na regazzina pallida ed il suo cucciolone gigantesco e granguignolesco, fra la leggerezza delle pischelle de bona famija e la nostargia dei tempi andati, ma proprio iti, si se capimo.

Uno spettacolo di e con Paolo Fusi e Carlotta Piraino

Tutto su Albina&Nerone al seguente link: paolo-fusi.it/albina&nerone